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Guardare i dettagli e capire cosa sta accadendo. Grande virtù?

Come uno specchio rimandi all’altro e a te stesso un immagine.

Quella immagine che non riconosci tua e che ti porta a rivedere quel tuo IO sopravvalutato.

Quel 100 che si maschera dietro un 10.

Non è questione di numeri ovviamente ma essere in grado di vedere se stessi nelle molteplicitá

e rifare la strada a ritroso seguendo i dettagli persi. Non è semplice.

Nel momento in cui incontriamo persone il nostro Io fa esperienza di continuo.

Come una cipolla aggiungiamo strati. Purtroppo il nucleo della cipolla non c’è e ti ritrovi ad

aver sovraccaricato un ortaggio più di quanto può sopportare.

Inizi a togliere e a discernere quegli strati che ti hanno soffocato, cerchi nuove vie.

L’altro non c’entra ci sei tuo con le mille pelli che puoi avere.

La magia è forse trovare il tuo equilibrio e il tuo abito che non ti appesantisca.

Quell’immagine dello specchio creata e quella riflessa ci dicono che non coincidono mai.

Questa linearità di vita non esiste.

Imparare forse a comprendere che siamo tutti quegli strati e anche quelli indossati

nell’inconscio.

Mettere assieme tutto è una gran fatica ma questo lavoro bisogno esser sempre pronti a farlo

mantenedo la calma e partendo da se.

Lacan dice che “io sono sempre un altro”…sei la mamma il tuo papá il tuo amico del cuore che

stimi…e tante altre immagini che ci fanno crescere.

Provare anche a non esser nulla come in questa masseria a Foggia è anche questsa un esperienza.

Bruco e Farfalla.

…se fai tutto questo con calma la tua vendemmia sarà ricca e il vino buono…perchè quanto

più vicino a te io e non io.

Rifuggire è anche questa un opzione o mediazione, la vendemmia dell’anima non è forse per tutti.

Damiano