Terminato l’esperienza formativa con un gruppo di genitori.

Sentirsi dire che finalmente comprendono il perché il proprio figlio provi piacere nell’attività che svolge in fattoria è una grande soddisfazione.
Lo immagino come chi ha sempre vissuto in montagna che sente parlare del mare, non avendolo mai vissuto in prima persona. La fantasia può aiutare ad avvicinare la sensazione ma poi viverla in prima persona apre veramente a nuovi scenari.
Alcuni bimbi son li che sembrano non fare molto ma il solo contatto annusarsi con l’asino provoca in loro felicità. Si sentono accuditi da questi animali che non fanno altro che cercare contatto proteggere esserci.
Tra tutti c’è Andrea che quando meno te lo aspetti pone il suo nasino sul muso dell’asinello e inspira tutta l’aria che può dal pelo di Briscola per terminare sorridendo e gridando “che buono!”.
Ecco la relazione inizia così da questa sensazione. La cosa che mi tocca di più è che gli asini sembra aspettino Andrea proprio per questo rito simbolico.
Tutti i bimbi si guardano e ridono assieme.
Difficile spiegare questo in parole. Forse anche ad un osservatore esperto sfuggono sfumature.
Quando però la mamma di Andrea si sdraia su di un prato assieme al gruppo intenta ad ascoltare gli asini che mangiano erba a pochi centimetri dal suo corpo, annusando e la sfiorano con gli zoccoli, così come fa un ballerino con la propria partner….è tutta un altra musica.
Ecco è proprio da quel non fare che si può partire, ascoltando prima di prendere qualsiasi direzione, riflettendo.
Marco come con la sua auto ibrida scopre assieme a me che si può essere silenziosi e non inquinare.
Fare un esperienza e provare a fermarsi un attimo su di se, prima ancora di coprire i “buchi” altrui.
Scoprire che il mondo gira anche senza di noi e in quell’istante magari possiamo leggere un libro.
Si può scoprire che la scuola è fatta di persone alcune nate per fare quel lavoro altre meno.
La bellezza della vita è quella di non fermarsi di fronte a salite o discese ma di incamminarsi per il viaggio mantenendo la fiducia sul fatto che “ce la possiamo fare”.
Si può scoprire che nonostante il proprio figlio sia arrabbiato con te, si può prendere atto di questo e provare a capire se prima ancora di pensare all’altro. Ognuno si salva da se.
Si può prendere tempo rispetto ad un padre che non ci ha “mai visti” per imparare a difendersi da un rapporto che non ha mai girato.
Si può scoprire di essere forti anche dietro la propria fragilità.
E’ stato bello perché ogni volta è diverso, scegliere dalla mia libreria i testi in funzione delle persone che hai incontrato.
Osservare che son li a leggere il libro che hai portato per loro.
Grazie io vivo di questo
Buona notte
Damiano