Insecuritas.

Lavora ai fianchi non ti lascia tranquillo ti appartiene ti lascia e torna in te.
Viene da dentro o da fuori?
Ti disorienta. Ti sembra che va tutto bene finché non si incrina qualcosa e torni a tremare.
Hai un rilancio vitale e cadi a terra poco dopo. La vita.
Quello che pesa è la riflessione su quanto accade. Spesso la calma bussa alla porta.
Provi ad attendere e a galleggiare coccolando idee e pensieri anche pesanti.
Melanconia come questa sera di fine estate che ti assale.
Hai quel libro sul mobile che ti chiama ma quando è così resta difficile anche leggere/comprendere.
Quella sintonizzazione che conosci sfuma in altri pensieri e provi a restare seduto.
Non è facile.
Mi viene in mente quei bambini che non riescono a stare fermi 5 minuti, o gli adolescenti che si raccontano vivendolo che non possono perdere il momento.
L’acqua sale e ci invade e noi siamo li a trovare qualcosa da fare per evitare di annegare.
Si annega o si vive?
Questo anche quando basterebbe forse galleggiare.
Per stare a galla ti devi lasciare andare e spegnere quel pensiero ricorrente che ti tira giù.
Difficile come quando in tv trasmettono sempre programmi distanti da noi…fai zapping a vuoto sapendo già che non troverai molto. L’unica via è spegnerla.
Pensavo di mettere tutto dentro la casetta del giardino e trovare ordine. Acqua, Galleggiare, Melanconia, Insicurezza. Non ci sta tutto dentro e allora lasci tutto dove è.
Ti ci tuffi dentro per poi venirne fuori perchè forse nella vita non c’e’ quello che ci mettiamo dentro noi ma la realtà.
Il problema non è fuori da noi ma come noi mettiamo noi fuori da noi.
La società non è la discarica di ciò che non riusciamo a tenere in casa.
Il bene comune forse si salvaguarda anche tenendo da conto le nostre cose e mettendo in comune le nostre fragilità.
Avevo bisogno di scrivere ci sono idee che si intrecciano in disordine e forse il lasciarle cadere su un foglio permette poi di tornarci sopra e provare differentemente a vivere.
Damiano