Anche se hai letto interi capitoli sul valore del contesto fai difficoltà quando ti trovi sul campo.

Se li che provi ad “attivare” una persona che oggi vive disorientata a seguito di un vivere che l’ha portato a questo forse.
E’ presente in ciò che fa ma si sente disorientata.
E’ come se vai a un concerto rock e ti porti il walkman per ascoltare musica classica. Confusione.
Perché questa la domanda.
Oggi ci sono due vite parallele che scorrono una del prima una del dopo. Entrambe assieme.
Quando voli alto è difficile guardare il panorama camminando dal basso.
Si fa fatica.
Come capita in questi casi la rete degli amici sono attorno a lei oltre ai familiari.
Stabiliamo relazioni con persone che si sintonizzano con i nostri bisogni.
Quello che per altri può forse sembrare un abbandono forse è solo un tentativo post attivazione per lasciare che lei affronti questa doppia vita e scelga.
Usando una metafora contemporanea, se metti tu 5 euro di benzina al motorino ti fai un giro ma poi serve che il conducente impara a metterla da se.
Puoi essere presente ma c’e’ un moneto in cui solo la persona deve provare a vivere quella difficoltà e fare da se.
Difficile da sostenere per me, bisogna dare fiducia e anche corre forse dei rischi.
Il contesto entra in ansia. Non tutti allo stesso modo ma si percepisce. Va rassicurato che ciò che stiamo facendo è una possibilità che si da a noi e alla persona che necessita di aiuto.
Lavorare sul contesto oltre che sulla persona è fondamentale per la buona riuscita di qualsiasi progetto pedagogico.
E allora?
Tutti assieme dagli asini a fare questa esperienza. Aiuterà a sciogliere quella tensione di settimane difficili.
Buona serata!
Damiano