la saluti quando arriva e pian piano con lo sparire dei rumori sai che ci sei dentro. Tutti dormono e tu sei li con il rumore di tasti che pigi della tastiera. Mina accompagna la mia serata come in quelle notti d’estate in cui la radio suona e il silenzio l’avvolge. Una emozione liquida accompagna queste poche righe. I perché si accavallano e cerchi di restare fermo anche se dentro sai c’è ancora tanto da fare. Purtroppo mi conosco quando inizio qualcosa devo finirla e come i miei asini mi carico del peso fino a che non vedo la fine. Non hai la capacità quando sei “dentro” di sederti con calma, riflettere, prendere tempo. Ci hai messo tanto a raggiungere quello stato di calma. Non ti serve il La per intonare la musica già sta suonando prima ancora che parta la prima nota. La hai dentro. I piedi non li fermi da quel seguire il ritmo. E non so perchè ma quello che voglio dire forse resta tra queste righe. Non vorrei cadere ma cado come un elefante in una cristalleria. A quel punto la calma ti serve per riprendere il contatto con te e l’esterno. Quelle idee chiare o forse illusioni nel momento in cui sei “dentro” perdono il confine della chiarezza provi a mettere a fuoco ma sembra l’obiettivo non sia poi così obiettivo. Fai del meglio per terne i pezzi della carrozzeria a posto ma il cofano ormai ha preso il posto del tetto dell’auto. Continui a guidare perché la strada mi porta a Ostuni. Forse parcheggiata l’auto e con la bici mi troverò meglio. Quella sensazione che il mezzo a due ruote sia più vicino alla mia capacità di pedalare. Penso che ho 45 anni ma continuo a sentirmi a mio agio quando il vento mi cinge nel mio incedere. Qualche volta me lo trovo a favore e allora le gambe trovano riposo. Quelle braccia che tengono il manubrio sulla strada piena di buche reggono a tratti. Le buche certo ci sono anche quelle. Ti rialzi hai imparato a cadere sali in bici perché è li che ti senti a tuo agio. Pedali Buona notte Damiano