Nel secolo in cui produrre per consumare, distruggere per tornare a comprare. L’educazione e la pedagogia possono fare la loro ma il grande assente è a politica. La sovranità degli stati nazionali è stata scavalcata dalla finanza.

Per tornare su di noi corriamo tutti i gironi per mandare avanti questa macchina infernale che provoca spesso emarginazioni, perdite di contatto con se stessi e gli altri.
La costruzione di “Altri” visti come nemici che ci vede non condividere ma sopraffare.
La mancanza di rispetto per natura e animali.
L’utlima cosa la leggo ora in questo libricino di poche pagine ma interessante Io Tu Noi in  cui viene a galla un mondo costruito da uomini per uomini, senza il contributo attivo della donna.
Un esempio banale ma che fa riflettere ; mietitore è colui che miete il grano, il femminile mietitrice non esiste o meglio è l’oggetto che usa il mietitore.
La lingua ci dice molte cose, alcuni potrebbero semplificare ma è un invito alla riflessione.
I diritti degli uomini e delle donne devono essere uguali. Come fanno ad esserlo nel momento in cui sono diversi? Uguali qui è inteso in senso di valore. Ognuno di noi porta valore partendo da ciò che è.
C’è qualcosa che non va.
Questo lo scopri solo leggendo. Stacchi dalla corsa furiosa del non essere e provi a leggere in prima persona. Mi ritengo fortunato ad avere questo tempo per leggere.
Non posso fare la ramanzina a nessuno perchè io in primis non ho mai letto. Ho iniziato tardi e ora non riesco a smettere.
Cerco la mia visione delle cose, non la verità ma nemmeno la casualità. Cerco di capire me ma anche chi è attorno a me. Salgo all’ultimo piano dell’edificio per provare ad avere un altra visione del mondo. La mia costruita giornalmente.
Leggere che nella scuola dove non ci sono extracomunitari non ha un senso parlare di pedagogia interculturale sembra una cosa normale se letta così.
Basta leggere il libro perché quell’imparare a convivere con l’altro inteso come diverso da noi o come nostra parte “Altra” prevede la pedagogia interculturale. Quindi questo punto di vista serve anche per classi solo italiane.
Imparare a convivere per provare a vivere l’agio. L’agio non sono i soldi/potere ma la possibilità di avere del tempo per se per provare ad essere così come si è sia in solitudine che assieme agli altri. Senza il bisogno di essere altro.
Non possiamo fare molto sugli altri tranne essere “noi stessi” per noi.
Narrare di se anche con questi scritti permette di condividere non verità ma quello che è un viaggio personale a contatto con se stessi e gli altri.
Non c’è una meta, tranne quella di imparare a viaggiare.
Per il mio viaggio ho scelto un auto ibrida che rispetta la natura che ti da la sensazione di volare (sembra di essere in aliante) che riporta all’umano anche il viaggio con i suoi tempi.
Solo riflessioni che si accavallano in una serata di lettura con i miei fedeli Bobo e Babette al mio fianco.
Buona serata.
Damiano