Percorri quella strada per tornare verso casa e stranamente senti dentro quel vuoto. Non sei circondato da auto, senti che manca qualcosa.

Una sensazione di vuoto che quasi ti fa sentire sconnesso dal mondo che gira mentre tu sei li a guardarlo girare.
Come se mancasse colore.
Cosa è che manca? La folla in cui mescolarti? La routine in cui diluire il senso di solitudine?
Qualcosa da fare?
Più che sentire la mancanza di qualcuno qualcosa, torni ad essere tu e questo spaventa forse. Un treno senzabinario che può muoversi libero sospeso nell’aria. Una libertà parzialmente vincolata.
E’ presenza e non assenza, spesso ti porta alla pesantezza.
Quei movimenti che spesso sono fulminei ora sono al rallentatore.
Quegli sguardi che prima sono a volo d’aquila ora sono divenuti da formica.
Tutto è grande e non riesci a vedere oltre.
Stacchi dalla realtà provando a fantasticare degli altri probabilmente nella festa dell’estate. Ti appesantisci alla sola idea ma non puoi fermare quel fantasticare.
Stacchi la spina leggi dei libri, lasci stare la TV perchè ti ricorda che sono tutti al mare. Qualche piccolo giro in zona, un salto al mare, uno in montagna, sistemi il giardino la casa….
Ti prendi cura di quello spazio che vivi tutto l’anno e che spesso non riesci a fare come vorresti.
Cerchi di costruire con difficoltà quel tuo spazio e di farlo tuo, ogni volta torni su quel dettaglio per rivederlo in una luce diversa. Non è oggettivo ma soggettivo. Tocchi corde di te che raramente riesci a far vibrare. Tanta fatica ma anche piccoli piaceri.
Fai un salto dagli amici più cari per interrompere momenti intensi e difficili con se stessi.
E’ cosi difficile vivere di se stessi?
Nella mia mente compare un immagine di quel mare che vive per 3 mesi, il resto dell’anno è deserto.
Anche lui abbandonato come le città in estate.
Viverlo appieno significa prenderlo con tutte le sue sfumature anche per tornare a vederlo con occhi pieni dei suoi colori veri. Spiaggia piena di natura, onde che si accavallano energicamente mordendo il bagnasciuga d’inverno ed in estate piene di ombrelloni colorati, persone, musica, odori di abbronzanti, spiagge pettinate che non sembrano più le stesse.
Tenere questa immagine cosi come è con il suo doppio, non toglie ne aggiunge ma ci permette forse di vedere l’insieme.
Questa visione reale porta con se la melanconia. Quella difficoltà di stare al tuo fianco anche quando tutti sono via e rimani solo tu con te stesso libero di scegliere senza farti trascinare dalla corrente.
Buona serata
Damiano