Trovarsi in ospedale, staccare dalla società per entrare in uno spazio fuori dal mondo senza tempo. Si ritorna ai ritmi umani, dove le attese si fanno lunghe e si ritrova spazio ai pensieri.

Una salivazione che eccede, farmaci che invece di aiutare hanno intossicato.
Psicofarmaci che ci forzano a stare fuori da noi dal nostro sentire e dal vivere.
Socializzati senza vita.
E’ sul letto senza dignità umana. 5 minuti prima forse non era in quello stato, bisogno di presenza continua di altri che si prendano cura.
C’e’ il sole fuori, li dentro fa un caldo insopportabile, disidratata dall’estate alle porte e dalla difficoltà.
Prendiamo un ghiacciolo al limone? Nessuna risposta non riesce a trovare sollievo in nulla, è tutto orientato nulla può cambiare. L’impossibilità.
Lo vado a prendere poi se non ti va lo “buttiamo”.
Un fratello a cui chiedo che gelato le piace? Nessuna risposta non lo sa.
Vada per un ghiacciolo al limone.
Torno si alza e addenta quel ghiacciolo che forse le da sollievo a quella salivazione che non cessa di farsi vedere.
Beve e ci alziamo. Due passi per il corridoio e torna a parlare. Qualche sorriso e la difficoltà ad incontrare quel piccolo mondo che è tra quei corridoi.
Piccoli passi per allontanarci dal non vivere, o forse per tornare a vivere di quel poco/tanto che è alla base del nostro quotidiano.
1 euro 1 ghiacciolo possono fare molto.
Quel freddo che fa caldo assieme al caldo che fa freddo
buona giornata
Damiano