La rete delle amicizie vere non lascia mai soli.

Come il mare richiama a se l’onda in un gioco continuo così l’amicizia vera.
Una telefonata, ansia e preoccupazioni. Ti carichi di questo impegno e vai a trovarla.
Sembra impossibile per molti varcare quella porta ma mi basta suonare il campanello per farmi aprire.
Entro ed è li dove sta da mesi : sul letto in preda alle sue ansie.
Difficile distoglierla dalle sue ombre ma è arrivata la lavatrice nuova in sostituzione di quella rotta.
C’e’ da capire come funziona e mi sembra un buon punto di partenza.
Chiedo lei se ha cose da lavare e siamo li in due a cercare di capire come farla funzionare.
Ecco il sapone, gli accappatoi, e via si parte.
Si rimette di nuovo a letto.
Le tengo la mano le parlo di filosofia e i suoi sguardi sono su di me, cambio discorso e provo ad andare alla sua storia alcune parole e la narrazione si interrompe. Ritorno sul tempo, oggi c’è il sole e non funziona. Torno alla filosofia. Sembra che sia scollegata dal mondo e bastano alcune parole che insistono su di una sua passione ed eccola li attiva nell’ascolto e pronta a parlare.
Eppure sembrava li nel suo buco nero impossibile da prendere.
E’ l’ora di pranzo si deve mangiare le chiedo i suoi cibi preferiti.
Pesce. Si ma cosa in particolare? Attendo ….il polpo con le patate.
Lo hai l’olio buono? Si lo prendevo in campagna. Anche qui non ne vuol sapere di ricordare.
Facciamo la lista della spesa e torno a tenerle la mano.
Parliamo di ansia. Ha delle medicine che non vuole prendere. Le chiedo di farmi vedere il pacchetto, cerchiamo su internet e scorriamo il bugiardino. Leggiamo i sintomi uno ad uno e le chiede se si sente così. Comprende che la possono aiutare e prende anche la medicina.
Con calma un passo alla volta.
Per non essere presente in questo mondo niente male…dico lei che la sua amica prende lo stesso farmaco e mi dice che sto sbagliando…controllo ed in effetti ha ragione…ascolto.
Quella che forse può sembrare assenza è probabilmente iperpresenza?
I suoi occhi sono chiari e il sole la ferisce. Ipersensibilità?
Con calma un passo alla volta riflettere non correre esserci ascoltare …parole che se sentite a pieno ti permettono di entrare in sintonizzazione emotiva con te e l’altro.
Senti che quello è il momento autentico in cui entrare in contatto e lasci lo spazio all’altro di prendere la tua mano che è li ferma pronta per esser presa se l’altro lo desidera.
Torno alla mia giornata cammino con la felicità di sapere che mi ha dato la mano che ci siamo dati la mano e che non ho lasciato cadere il mio sguardo altrove quando serviva fosse li in quel momento.
Buona serata
Damiano