Si parla spesso in ambito pedagogico del BES Bisogno Educativo Speciale, immediatamente pensiamo a quei bambini che chiamiamo speciali, “altro da noi”.

Vorrei riportare su di noi il concetto di altro da noi.
Leggo e continuo sempre più a capire che la fascia degli “speciali” tocca molti bambini anche quelli che all’apparenza possono esser detti “normali”.
Nelle attività che svolgiamo in fattoria con gli asini e mediante l’utilizzo di passerelle di legno la soglia degli speciali non è su base etichette “autistico”, “down”…ma su base di nostre osservazioni attente. Non ci si ferma all’intuizione soggettiva ma si percorre la scala da un possibile danno/ostacolo nelle attività e ci si chiede se la situazione peggiora o migliora.
Nell’attività con gli asini ci concentriamo su temi come :
il corpo, le capacità personali, la partecipazione sociale, indirettamente sulle condizioni fisiche, ambientali e personali.
Le etichette prima citate hanno un valore del tutto variabile nel tempo dato che bastano poche esperienze per questi bambini per sviluppare le parti deficitarie.
Ci sono bambini che hanno difficoltà motorie che vengono compensate in sella al loro asinello. Sono abili e capaci di poter stare su di un asinello e chiedere lui di camminare assieme a loro.
Imparare a salire una scala a pioli richiede funzione corporee, capacità personali, condizioni fisiche….che possono apprendere rapidamente imparando dal contesto in cui lavoriamo.
Imparare a cadere, non essere sorretti in modo tale da poter fare l’esperienza partendo dalle loro capacità e cadere serve ad imparare.
Il BES è per tutti i bambini perché il contesto in cui viviamo e il tempo a disposizione dei genitori che svolgono funzioni di caregivers (accudimento) si assottiglia sempre di più con l’incessante spinta da parte dei grandi di questa società all’auto realizzazione anche a scapito della stirpe. A pensare che alla fine di tutto viviamo per lasciare traccia della nostra storia.
Portare i vostri bimbi in fattoria aiuterà anche voi a trovare del tempo per stare nel verde a contatto con gli animali, mentre i vostri bambini fanno esperienza che li aiuta a crescere.
Quella linea netta che divide la normalità dall’anormalità sfuma sempre e anche quando riteniamo che il problema è altro da noi ci siamo dentro.
I segni più complessi non sono quelli di un bambino autistico per preso dalle stereotipie agita le sue mani sfarfallando, ma quelle linee trasparenti che viaggiano nel registro emotivo/esperienziale dei bambini “normali”.
Buona notte
Damiano